Confraternita S.S. Addolorata e San Domenico Una comunità viva 0 Fratelli e Sorelle Bilancio Sociale
Il Bilancio Sociale Breve introduzione al bilancio sociale e alle sue finalità

Attraverso il Bilancio Sociale, la Confraternita della S.S. Addolorata e San Domenico vuole comunicare a tutti coloro che ne prestano interesse il proprio senso di responsabilità verso i propri iscritti, le azioni e i risultati sociali ed economici raggiunti in questi anni attraverso le attività dei confratelli e delle consorelle e le opere di carità realizzate.
Da alcuni anni la redazione del bilancio sociale è obbligatoria per Fondazioni, Imprese Sociali e Cooperative Sociali ed è facoltativa per tutti gli altri Enti che sentano l'esigenza di utilizzare questo strumento per consentire ai propri iscritti di confrontare i risultati ottenuti nella gestione con le finalità con cui il proprio sodalizio è stato istituito.

Il Bilancio Sociale deve rispondere a domande chiare:


  • Perché è stata svolta una determinata attività?
  • Quali risultati sono stati ottenuti per risolvere i bisogni della comunità?
  • Come l'attività è stata realizzata e quali sono i soggetti coinvolti?

Affinché il Bilancio Sociale costituisca uno strumento d'informazione efficace, devono essere rispettate alcune condizioni essenziali, in parte interne all'Organizzazione che redige il documento e, in parte, di natura più propriamente tecnica.

Più precisamente:

l'Organizzazione deve considerare la pluralità dei propri interlocutori, indicare il tipo di relazione esistente con i medesimi e valutare la coerenza tra i risultati raggiunti e i loro bisogni e aspettative; il rispetto di queste condizioni può anche non essere raggiunto nel breve periodo, ma deve certamente costituire un obiettivo da perseguire nel tempo;

la redazione del Bilancio Sociale prevede il coinvolgimento degli organi di governo, della struttura amministrativa, degli operatori interni all'organizzazione e delle diverse categorie di interlocutori;

la rilevazione delle informazioni qualitative e quantitative relative alle attività svolte dall'Organizzazione contenute nel Bilancio Sociale deve essere puntuale e continuativa (annuale);

presupposto essenziale è la creazione di un sistema informativo che entri a far parte degli ordinari strumenti di lavoro dell'organizzazione e sia idoneo a sistematizzare e aggiornare nel tempo gli indicatori utilizzati per la rendicontazione.

Il Bilancio Sociale è un documento pubblico, rivolto a tutti gli interessati a reperire informazioni ed alla valutazione dell'Organizzazione.
Con questo strumento la Confraternita della S.S. Addolorata e San Domenico si allinea alle indicazioni fornite sulla rendicontazione pubblica delle sue attività dall'Agenzia Nazionale per le Organizzazioni Non Profit e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista - Revisore Legale

La Confraternita

La Confraternita della SS Addolorata e San Domenico è stata fondata nel 1670 ed oggi dopo 337 anni dalla fondazione è retta da un Priore Ing. Raffaele Vecchi eletto nell'Assemblea confraternale del 26 maggio 2013 e la cui nomina è stata ratificata dall'Ordinario, SE Mons. Filippo Santoro nel giugno dello stesso anno.

Padre Spirituale della confraternita è Mons. Marco Morrone.

Il Priore nell'amministrazione è coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione eletto costituito da due primi assistenti, un uomo ed una donna, due primi consiglieri e due consiglieri, anch'essi uomini e donne. Consiglieri, Francesco Mannara, Alessandro Caso e Giuseppe Orlando; consigliere, Marina Cordola, Carmela Donvito, Rosa Scianna. Cassiere, Angelo Lincesso. Segretario, Giuseppe Orlando. Economo, Pierino D'Ippolito. Priore d'abito, Pasquale Cianciaruso. Priore di banco, Giuseppe Maluberti. Cerimonieri, Dott. Ing. Gianluigi Vecchi e Dott. Giacinto Tortorella. Cerimonieri liturgici, Antonio Fornaro e Pietro Semeraro. Collaboratori, Giuseppe Di Stefano, Umberto Attolino, Tiberio Loperfido, Giuseppe Basile, Francesco Leggieri. Revisore dei conti, Vincenzo Cavarra, Giancarlo Roberti, Michele Riondino. Maestri dei novizi, Cosimo Labile e Veronica Ferraiuolo. Responsabili CASA, Giuseppe De Matteis e Raffaele Lucchese. Responsabile Bianco sul Nero, Gianluigi Vecchi. Responsabile Piccola Biblioteca, Veronica Ferraiuolo. Responsabile Opera Sant'Anna, Giuseppe Maluberti.

La Confraternita della SS Addolorata e San Domenico affonda le proprie radici nel XVII secolo e “nasce” imperneata sul culto di San Domenico e quindi su quello delle Beata Vergine Addolorata per la devozione ai Sette Dolori dell'Addolorata.

Come tante confraternite anche questa nasce dopo la battaglia di Lepanto che segna la vittoria dei cristiani sui musulmani nel 1571.

La confraternita fu fondata nella chiesa di San Domenico Maggiore di Taranto dai padri domenicani nel 1670, col titolo di "San Domenico in Soriano", in ricordo degli eventi prodigiosi avvenuti in Soriano Calabro nel 1580 e con lo scopo di alimentare la devozione verso san Domenico, fondatore dell'ordine.La confraternita ebbe il regio assenso da re Ferdinando IV di Borbone – dopo 107 anni - nel 1777 e nello stesso anno si diede un nuovo statuto, che fra le varie regole imponeva che la carica di padre spirituale della congrega fosse un frate domenicano del convento.

A metà del XVIII secolo fu eletto padre spirituale della congrega il canonico abate Vincenzo Cosa, che volle introdurvi il culto della Madonna Addolorata, donando la statua che la raffigurava e la relativa "cassa delle robbe e delle cere". In seguito alla pratica devozionale dei sette dolori di Maria il sodalizio ricevette nel 1794 dalla Real Camera di Santa Chiara di Napoli il permesso di solennizzare la festa della Madonna Addolorata ("festa grande") con solenne processione della statua.

Al 1872 risale l'inizio del "pellegrinaggio della Vergine Addolorata" del Giovedì Santo in una forma molto simile a quella odierna, durante il quale i confratelli visitavano gli altari della reposizione portando in processione la statua dell'Addolorata ("festa piccola").

E' la Confraternita fra le più antiche ancora esistenti che ha adempiuto senza interruzioni di sorta ai fini per i quali è stata costituita: per confraternita si intende, ai sensi dei canoni 298 e seguenti del vigente Codice di diritto canonico, un'associazione pubblica di fedeli della Chiesa cattolica che ha come scopo peculiare e caratterizzante l'incremento del culto pubblico, l'esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi non disgiunta dalla cultura.

Una Confraternita forte di 1400 fra confratelli e consorelle, giunta “viva” ai nostri giorni ed oggi integrata nel tessuto sociale della città di Taranto perché ripiegata sul territorio grazie alle sue opere di carità.

La Confraternita si interessa dell'”anima” e del “cuore” delle persone e grazie alle donazioni dei confratelli riesce a portare avanti un programma forte di presenza sul territorio.

Da secoli la Confraternita ha l'onore e l'onere di portare in Pellegrinaggio il simulacro seicentesco della Madonna Addolorata nella notte del Giovedì Santo, un simulacro questo che gli storici definisco “uno dei più belli e rappresentativi del dolore della Mamma di Gesù che cerca il proprio Figlio”. Un corteo pellegrinante di confratelli nel tradizionale “abito” nero di rito che percorre le stradine del centro storico di Taranto e le strade del borgo umbertino per un percorso di circa 10 km; un itinerario che parte dalla chiesa trecentesca di San Domenico Maggiore sulla via Duomo alle 23.45 del Giovedì Santo per rientrarvi alle 14 del giorno dopo, il Venerdì Santo, e che abbraccia sia la vecchia che la nuova città. Una processione fortemente sentita dal popolo tarantino che affolla l'uscita del simulacro e tutto il suo percorso; sono migliaia le persone presenti all'”uscita” della processione, composta da 15 coppie di confratelli, da tre mazzeri, da una Troccola, da un Trono, da due “pesare”, da una Croce dei Misteri, dal Simulacro della Vergine e da due complessi bandistici che accompagnano il lento incedere con il suono delle marce funebri. Questa è la processione di Taranto, la pietà popolare che si fa “vera”; chiunque è attirato spiritualmente dalla bellezza evangelica di una tale manifestazione di Fede. Un “mare” di persone attende l'apertura del portone della chiesa di San Domenico Maggiore alle 23.45 per vedere scendere la Madonna fra il suo popolo, un popolo orante e raccolto in preghiera che accompagna i confratelli dal cappuccio bianco calato sul viso a testimoniare la devozione verso la Vergine dei Sette Dolori ed un raccoglimento senza eguali che li terrà compagnia per quindici lunghe ore. Un'esperienza da vivere che testimonia l'amore di una donna, di una madre, verso un Figlio e verso una Città che rimane ancorata alle proprie tradizioni religiose, a secoli di storia e che racconta del vero carattere degli uomini e delle donne di Taranto, un carattere passionale, vivo e sicuramente amante della propria Madonna. Proprio di quella Madonna che, ogni anno, la notte del Giovedì Santo, si “dà” ai Suoi devoti consapevole che il proprio Amore può dare spessore e vera consistenza alla Vita di tutti. Una Madonna che questa Amministrazione ha inteso rendere partecipe della vita di ognuno di noi: sono stati tolti i cordoni attorno al simulacro, né forze dell'ordine, né scouts, né volontari della protezione civile; chi desidera si può avvicinare al simulacro della vergine e rivolgere la sua personale preghiera, chiedere una intercessione particolare, porgere un fiore ai sui piedi, senza ostacoli ma solamente col rispetto e l'amore che un figlio o una figlia danno alla propria madre.

Il Nostro Arcivescovo, Mons Santoro, ha avuto modo di sottolineare come “i riti della Settimana Santa sono una ricchezza ed una eccellenza della nostra terra in cui tutta la popolazione si trova coinvolta perché vede espressa la sua anima più profonda e più vera”, e Noi operiamo tenendo ben presente queste Sue parole, facendo tesoro dei Suoi insegnamenti, e proponendo al popolo dei fedeli i segni di una fede fervente e di una devozione secolare alla Madonna Addolorata. Mons. Santoro ha definito poi le confraternite come “una ricchezza del territorio ed un patrimonio da proteggere, da salvaguardare e da valorizzare ancor di più”.

Quindi l'essere “risorsa” di un territorio è insita nell'essere Confraternita: e risorsa lo siamo, lo siamo voluti essere, quando da settembre del 2013 abbiamo aperto un centro di assistenza alimentare, il CASA (responsabili, Officiali Raffaele Lucchese e Giuseppe Dematteis), raccogliendo generi alimentari prima solamente tra i confratelli e le consorelle e poi convenzionandoci col banco alimentare, ed aiutando oramai 60/70 famiglie nel nostro centro storico; risorsa lo siamo quando questi aiuti alimentari li portiamo direttamente noi della Confraternita a casa di questi fratelli bisognosi, portando loro una parola di conforto, una preghiera, un approccio di verso, un sorriso, un confronto, una lettura di una pagina del Vangelo, ossia tutte cose che danno il senso della vicinanza umana. Risorsa lo siamo quando, sempre dal settembre del 2013, ogni giorno, 6/7 confratelli e consorelle, si dedicano ai ragazzi del quartiere per aiutarli a fare i compiti scolastici, togliendo dalla strada i nostri figli, e parliamo del progetto BIANCO SUL NERO (responsabile, Officiale Gianluigi Vecchi), oppure quando ci dedichiamo alla raccolta, al selezionamento ed alla distribuzione di indumenti per chi non ha di che vestirsi cosa che succede nella cos' detta OPERA SANT'ANNA (responsabile, Officiale Giuseppe Maluberti). Oppure quando abbiamo selezionato, catalogato e messo a disposizione gratuita di tutti circa 600 volumi di proprietà della Confraternita ed abbiamo creato una PICCOLA BIBLIOTECA (responsabile, Officiale Veronica Ferraiuolo) dando anche al nostro così difficile quartiere la possibilità di accedere alla cultura con la C maiuscola. Insomma oramai siamo, come ci piace dire, usciti dall'Oratorio e ci siamo fatti portavoce di quella chiesa in cammino che il nostro Papa ed il nostro

… il cuore rimbalza fra petto e testa e il tremolio alle gambe sembra non fermarsi mai … “A madonn ste jess”, si sente bisbigliare fra chi ti sta vicino e Tu sai che dentro di Te quelle parole ti richiamano alla mente mille e mille storie tarantine che solamente chi ha amato le pietre di Taranto vecchia può comprendere a fondo. Ti senti partecipe di una Fede unica che attanaglia le anime in una notte “forte” della vita del Confratello dell'Addolorata, che forgia pensieri, azioni e preghiere nella notte dell'Addolorata, nella notte del giovedì santo tarantino. Da secoli, da sempre, Tu, mozzetta nera dal medaglione a scritta fusa “mater dolorosa”, ti cali il cappuccio sul viso e, scendendo le scale del tempio trecentesco di San Domenico, accompagni la Vergine Addolorata nel pellegrinaggio che, fra vicoli e strade della tua città, porta alla preghiera ed al pensiero le migliaia di fedeli che si avvicinano a te. Da dietro quei buchetti neri intagliati sul tuo cappuccio guardi il mondo che è fuori, lo scruti, lo osservi; i rumori e il vocio arrivano ovattati e sulle tue labbra “sgrani” preghiere e grazie come hai sempre fatto. Ora però, sotto quel cappuccio, nella notte delle notti, la Madonna dal cuore nella mano sinistra, la Madonna di Taranto vecchia, ti infonde ogni grazia per far si che tu diventi l'interlocutore privilegiato di Cristo. Lo avverti il Suo calore, lo senti dentro, ed è proprio lui che ti sorregge in un pellegrinaggio doloroso e faticoso, in una nazzicata di appena 14 ore … le lacrime di Sua Madre durante questa notte sono gocce preziose che Ti purificano l'anima, gocce d'Amore che tu sai che quella notte germoglieranno nel cuore di qualcuno e lo porteranno vicino a Cristo come non mai; solo questo vale il dondolio di una notte, stretto col tuo compagno, al freddo ed all'umido delle nebbie tarantine … E' la processione della Madonna Addolorata di Taranto, quella di Taranto vecchia, anzi, è il solo pellegrinaggio che nella settimana santa tarantina porta un simulacro che la Storia religiosa di un popolo ha consegnato alla devozione di una confraternita; la pietà popolare ha poi consegnato ai secoli, anno dopo anno, un unicum di cui tutti, religiosamente parlando, ne possono godere: il fascino di una fede salvifica, la bellezza evangelica di questa teoria di mozzette nere, il nero dei piedi dei Crociferi che toccano la nuda terra, il peso delle Pesare, la lucentezza dei pomi delle Mazze processionarie, il Bastoncino stretto nella prima Posta, ti portano in un mondo tanto vicino a Cristo che quasi lo tocchi con la tenerezza di chi ci crede, che quasi lo “vedi” vicino a te … e quando avverti fra la folla intensa il crepitacolo della Troccola allora capisci che il dolore di tua Madre sta per entrarti dentro, che Lei sta per avvicinarti e per sussurrarti tutto l'Amore che Cristo ha portato nella tua vita. La lunga teoria di ceri accessi tutta la notte e tutto il giorno successivo dietro il simulacro del seicento illumina il buio della notte ed esprime quanto sentito è questo pellegrinaggio: centinaia di fedeli, tantissimi a piedi scalzi, seguono il corteo processionario pregando e stringendo nelle mani grandi ceri a testimonianza delle vite che si vogliono dedicare a Lei ed ai Suoi atti d'Amore, sicuri che amare l'Amore di una Madre gemente e sofferente per il Figlio che muore è il miglior viatico per giungere a Lui, al nostro Signore. Passione e mistero nel pellegrinare dei Confratelli dell'Addolorata, dietro una Croce che porta sì i simboli della Passione di Cristo ma che resta, fra i tanti cappucci bianchi davanti a te, il segno da seguire in una processione che nel tuo cuore non finirà mai. Vita da Confratello dell'Addolorata.

Questo è il Confratello, questo è la Consorella dell'Addolorata, questa la sua Storia, questi i suoi pensieri e i suoi desideri, questa la sua devozione.

Dott. Ing. Raffaele Vecchi - Priore

Opere di carità

Centro Ragazzi, progetto "Bianco sul Nero"

La mancanza di un adeguato supporto educativo moltiplica le difficoltà scolastiche del bambino e del ragazzo favorendo il graduale innestarsi di un profondo senso di fallimento, spesso agito con comportamenti inadeguati e il successivo abbandono scolastico.


Dall'anno 2014 questa Confraternita, accogliendo le istanze della comunità delle Suore del Sacro Costato che operano da anni come Centro Giovanile della Città Vecchia e che rischiava la chiusura per mancanza di operatori ed educatori, ha avviato un percorso di sostegno alla scolarizzazione per bambini e famiglie.


8 educatori, volontari, confratelli e consorelle, ogni giorno sostengono le attività scolastiche e post scolastiche di 50 bambini e ragazzi per le fasce di età comprese tra la istruzione elementare e l'istruzione media.


Il Bianco sul Nero oggi vive un percorso di attivismo sociale ed educativo che offre oltre 1500 ore di assistenza agli studi ogni anno.


Il percorso è stato introdotto attraverso una attività di formazione ai formatori che ha coinvolto psicologi, pedagogisti ed educatori professionali.


Un punto di orgoglio per tutta la famiglia confraternale dell'Addolorata e per i tantissimi simpatizzanti che si sono uniti alle attività di sostegno alla lotta all'abbandono scolastico che in Città Vecchia vede percentuali altissime ogni anno.

C.A.S.A. - Centro Addolorata per il Sostegno Alimentare -

Giugno 2013 la prima consegna.

L'opera di carità del "Centro Addolorata per il Sostegno Alimentare" (C.A.S.A.) è stata fondata quasi spontaneamente, nel mese di Giugno dell'anno 2013 con l'intenzione di avvicinare la Confraternita dell'Isola Madre alle famiglie più povere e bisognose della Città Vecchia.


Da una prima utenza di dieci famiglie, oggi il centro provvede in maniera continuativa e con cadenza quindicinale ad aiutare direttamente circa centocinquanta famiglie anche grazie ad una convenzione con il Banco Alimentare ONLUS.


Ad oggi è costante il contributo delle collette e degli aiuti straordinari di confratelli, consorelle e cittadini.


L'Opera non trascura il lavoro di evangelizzazione attraverso l'incontro settimanale del sabato per la preghiera alla Vergine.


In numeri, sono assistite 350 persone in maniera continuativa anche e soprattutto attraverso l'autotassazione e le collette realizzate dai Confratelli e Consorelle.


Oggi il Centro ha sede in via Duomo 16, presso il palazzo Melucci grazie alla magnanimità della famiglia Melucci che ne concede i locali gratuitamente, facendosi carico anche delle utenze.


Il C.A.S.A. è divenuto un centro di ascolto ed anche di collaborazione tra confratelli, consorelle ed amici motivati esclusivamente dallo spirito di carità.

Il Pendio

Con 42 pubblicazioni a cadenza mensile, a partire dal mese di gennaio 2014 "IL PENDIO" racconta la vita della Confraternita della S.S. Addolorata e San Domenico e la sua presenza sul territorio della Città Vecchia e della intera Città di Taranto.


La rivista mensile è il luogo di incontro e di espressione dei sentimenti dei confratelli e delle consorelle, dei redattori e dei collaboratori, che credono in questo strumento di comunicazione come opera di diffusione della memoria e della tradizione culturale tarantina.


La rivista è aperta alla pubblicazione degli eventi di vita comunitaria, dei racconti che ruotano intorno ai sentimenti e alle emozioni della Settimana Santa e della storia confraternale di tutta la Città anche attraverso il racconto di esperti provenienti da altri sodalizi.


"IL PENDIO" è la testimonianza storica delle opere di carità svolte sul territorio e da qualche anno anche il punto di comunicazione sul tema della “legalità” promosso in collaborazione con la Confraternita di Monreale a cui ci lega un importante gemellaggio.


La rivista è oggi il punto di mediazione tra necessità di comunicare tra confratelli e la città e la conservazione della tradizione anche in collaborazione con la Piccola Biblioteca dell'Addolorata

Opera Sant'Anna

L'Opera Sant'Anna è stata fondata nel 2014 con l'intenzione di promuovere l'assistenza ai bisognosi mediante la donazione di capi di abbigliamento e giochi per bambini.


La finalità di questa opera di carità è stata indirizzata principalmente ad assolvere ad una funzione basilare, per quanto non scontata, di dotare soprattutto le famiglie con minori in condizioni precarie, del minimo indispensabile affinché si possano vestire.


Una condizione che ancora oggi nel 2018 è sintomo di una povertà diffusa sul nostro territorio.


Parallelamente l'opera ha innescato un circuito virtuoso di riciclo creativo e testimonianza del consumo responsabile invogliando molti cittadini, confratelli e consorelle a non gettare abiti e giochi per l'infanzia ma a destinarli a questa opera di beneficienza.

Enorme è stato il riscontro della comunità cittadina con offerte sempre costanti.


Oltre 10 volontari si sono alternati nel tempo con la finalità di garantire che i beni donati fossero adeguatamente trattati o convertiti nel rispetto della dignità di chi li poteva ricevere.


L'Opera ha garantito inoltre incessantemente il sostegno nei confronti dei senza fissa dimora e delle loro esigenze di vestizione in particolare modo nei mesi invernali.


Sono state oltre 94 le attività di sostegno certificate grazie allo sforzo incessante di tutta la comunità confraternale.

Piccola Biblioteca dell'Addolorata

La Piccola Biblioteca dell'Addolorata è la via principale per riprendere la tradizione bibliografica cara alla comunità domenicana costruendo un ponte tra passato e futuro e garantendo il recupero di oltre 600 volumi, alcuni dei quali di pregevole valore storico, in parte custoditi oggi nel Museo Diocesano di Taranto.


In controtendenza, la scelta di coltivare una biblioteca all'interno degli spazi confraternali, nell'epoca della comunicazione digitale, ha rimarcato il senso di dare la giusta importanza alla scrittura come segno della conservazione nel tempo della nostra memoria.


La catalogazione delle opere, sui temi della Sacra Scrittura, della Teologia, della Storia delle confraternite e delle Testimonianze di vita cristiana, ha coinvolto 5 volontari e numerosi benefattori interessati al sostegno di questa iniziativa.


La biblioteca conserva inoltre i discorsi del Priore e tutte le edizioni de "IL PENDIO" oltre alle riproduzioni audio dei concerti del "Lunedì di Passione" dal 1973 ad oggi.


Sono fruibili al pubblico inoltre supporti audio-video dei pellegrinaggi del Giovedì Santo dal 1999 ad oggi.


La biblioteca è la testimonianza di apertura al dialogo della confraternita con il territorio tarantino, custodendone gelosamente il culto e la devozione verso Maria Addolorata.

La vita della Confraternita in numeri
Sintesi degli ultimi tre anni (importi arrotondati al migliaio di euro) 2015 2016 2017
Offerte raccolte e liberalità dei confratelli e delle consorelle 151mila 164mila 138mila
Investimenti in opere di mantenimento dell'Oratorio e della Parrocchia.
Cura delle attività del Culto.
38mila 44mila 43mila
Variazione percentuale media. 30,76% 34,78% 34,46%
Investimenti in opere di carità dirette in favore di bisognosi. 15mila 8mila 7mila
Variazione percentuale media. 48,90% 26,25% 24,85%
Investimenti in opere di restauro e mantenimento della cappella sociale. 4mila 5mila 2mila
Variazione percentuale media. 38,21% 41,55% 20,24%
Investimenti in opere di conservazione della tradizione.
Riti della Settimana Santa.
Festività Cataldiane e della Titolare.
75mila 91mila 89mila
Variazione percentuale media. 29,64% 35,59% 34,77%

Siamo giunti al termine di cinque anni di amministrazione 2013-2018.
Un'azione segnata dal Priore, e quindi dall'intero Consglio di Amministrazione, lungo due direttrici principali: la conservazione del culto devozionale verso la Vergine Addolorata e l'apertura della Confraternita verso la carità vera. Azioni cucite, su mozzette e abitini neri, dalla Fede in Cristo Gesù e dall'Amore salvifico di Dio Padre rinvigoriti nei nostri cuori dalle parole e dai pensieri dei padri spirituali che in questi cinque anni hanno curato la Fede di tutti Noi.
Un culto che affonda le proprie radici nella Storia dell'Uomo, che viene da un passato che ha fatto vivere ai padri dei padri dei nostri padri questo Amore infinito vero i titolari della Confraternita e li ha fatti santi in un percorso spirituale vero, sano, vivo e improntato sulle solide "rocce" della Fede.
Un culto che andava "raccontato" nella sua grandiosità, un culto che porta tutti noi confratelli e consorelle a testimoniare con gioia l'"appartenenza" ad un sodalizio centenario, un culto, unico a Taranto, che durante la settimana santa abbraccia, con la propria titolare, tutta la città: il culto del "decoro" confraternale.
Massima attenzione si è dedicata ai beni della Confraternita: all'abito di rito in primis, mediante un'azione precisa ed attenta degli officiali minori a ciò preposti, restaurando i cappelli e le antiche mozzette, facendone produrre delle nuove, dedicando tempo e pensieri, alla qualità della stoffa ed alla importanza dei "frisi" dall unicum argenteo. La Confraternita della Madonna di Taranto, quella miracolosa che benedice chiunque dalla Sua cappella in San Domenico, porta i colori domenicani ed i colori del dolore su mozzette e abitini; il nero e l'argento restano i colori della Vergine Addolorata, segni distintivi eccezionali di un Amore eccezionale che la Madonna profonde nel nostro cuore attraverso i Sui dolori.
E come il miele cola dal favo così i dolori della Vergine colano questo Amore, caldo, nei nostri cuori e nelle nostre menti.
Gli officiali si sono dedicati al rifacimento dei rosari processionari integrando i grani con un cuore trafitto fuso in argento, sono state restaurate le "mazze", le "croci" dei crociferi ed il "bastoncino", è stata restaurata la troccola del Montrone; si è realizzata la base che porta croci, mazze e croce dei misteri e che è già stata utilizzata per la prima volta quest'anno per il Pellegrinaggio.
Siamo riusciti a riportare gli antichi lacci bianchi sotto il camice come pure siamo riusciti a riportare l'assemblea straordinaria della Domenica delle Palme in San Domenico o a ripristinare, in parte, l'antico percorso sulla via di mezzo e sul pendio La Riccia.
Abbiamo studiato e quindi "applicato" il sistema "scalinata San Domenico": tutta la processione raccolta all'inizio del pellegrinaggio sulla scalinata della vergine, proprio come succedeva tanti anni fa: tutti insieme, uniti, per salutare la Madonna che si appresta a vivere, insieme al Suo Popolo, la notte di Taranto, la notte del giovedì santo.
Un onore ed un vanto, poi, assere riusciti, dal primo anno di questa Amministrazione, a fare a meno di persone estranee alla confraternita nella "discesa" e nella "salita" del simulacro delle scale di San Domenico: dal 2014 tutto è lasciato nelle mani dell'Economo che coadiuvato dalle "forcelle" e da confratelli di nota bravura, ha eseguito le difficili operazioni senza esitazione.
Tutti ci siamo sentiti onorati, e ci sentiamo onorati, di essere l'unica Confraternita che in settimana santa porta sulle proprie spalle le Stanghe di un simulacro che è quello della titolare; una unicità che trascende nell'onore e nella gioia della Fede che ci ha fatto raddoppiare gli sforzi in questi anni per essere sempre all'altezza di ciò che la confraternita esprime negli occhi e nel cuore di chi è fedele: l'Amore di Dio e del Suo Figlio Gesù verso Noi, che diviene forza d'azione per chi ha deciso di servire la Chiesa, per chi ha giurato dinanzi a Dio di servirLo sotto il tiolo della nostra Confraternita. Ecco perchè ogni sforzo lungo la via della incentivazione del culto, attraverso anche la cura del decoro, è stato fatto per essere all'altezza di ciò che siamo. Un passato che ci onora d'essere solo nostro, in un mondo che cambia completamente giorno dopo giorno: un passato che pone le più grandi barriere a cambiamenti che si vogliono imporre senza alcun criterio.

Eppure non ci siamo comportati come "chiusi" in noi stessi o cosa: abbiamo anzi dato prova di stare al passo coi tempi aprendoci all'esterno dell'oratorio, ponendoci al servizio di tutti, sopratutto dei più bisognosi.
Ma tutto sempre sulla base di una tradizione da valorizzare e mai da innovare.
Tutte le opere di carità che la confraternita ha pensato, messo in pratica, strutturato, continuato nel tempo, incentivato, e che sono giunte sino a noi "floride" e amabilmente ricche dell'Amore di Dio, ne sono il segno più tangibile. E' stata costruita una carità "vera", capillare, forte, che ha raggiunto centinaia di persone che ci hanno chiesto aiuto; non è stata una carità "spicciola" che, pur importante, lega chi la fa a comportamenti limitati nel tempo sia quantitavtivamente che qualitativamente. Siamo diveuti a Taranto vecchia punto di riferimento per tantissimi, testimoni delle parole di Papa Francesco e del nostro Vescovo. Il Consiglio ha "ideato" il C.A.S.A., l’Opera Sant'Anna, il Pendio, il Bianco sul Nero, la Piccola Biblioteca; tutte opere che hanno impegnato tanti confratelli e consorelle e anche tanti fedeli che, pur non appartenendo alla confraternita, hanno desiderato avvicinarsi a questo percorso offerto dalla Confraternita ben consapevoli che poteva essere per la propria anima fonte viva di bontà.

Tutto ciò che siamo riusciti a fare lo abbiamo fatto perchè abbiamo creato una "squadra" ma sopratutto perchè la Madonna ha guardato a queste azioni con gioia e apprezzamento: se siamo riusciti a tenere in piedi strutture che assistono quasi ogni giorno decine e decine di persone, se siamo riusciti ad essere sempre tanti a servire nelle opere di carità, se siamo riusciti a non rimanere mai senza alimenti da donare a chi chiedeva di mangiare o senza indumenti da regalare a chi sentiva freddo, vuol dire proprio che non siamo mai stati soli.
E' questa la testimonianza che vogliamo dare all'esterno: credete e siatene orgogliosi della Vostra Fede, con essa ogni cosa è possibile perchè nelle buone azioni la Madonna Addolorata pone sempre le Sue sante mani a benedire ed il Suo cuore immacolato a riscaldare le sofferenze.
Della carità vera, mai gridata se non per gridare al mondo quanto sia importante, tutti possono esserne orgogliosi: siamo riusciti a vivere per chi ha chiesto aiuto ed a tutti abbiamo detto che in quegli aiuti c’era tutto l’Amore della Madonna senza se e senza ma.

Siamo però uomini e donne, umili servitori della Chiesa di Cristo, e, come tali, siamo non solo peccatori ma anche persone che sbagliano.
Tanti errori sono stati fatti durante questi anni ma altrettanto tante volte abbiamo corretto la nostra azione amministrativa per renderla più corretta e più incisiva, tante volte abbiamo recepito consigli e idee, tante volte ci siamo ricreduti e operato le dovute correzioni.
Non è stato difficile perché quando le cose le si fanno solo per il bene di tutti allora anche le correzioni sono bene accette e anche queste senza se e senza ma.

Mi piace ricordare il post di un nostro officiale


“ ... se permettete, desidero che ognuno di noi vada a rileggere i giuramenti fatti quando abbiamo indossato per la prima volta la nostra amata mozzetta nera in qualità di amministratori. Evangelizzazione, Amore, Umiltà, Obbedienza. Un giuramento fatto ai piedi del Signore, al Suo cospetto. Il nostro Sodalizio è composto da confratelli e consorelle che si impegnano affinchè la Confraternita svolga la sua mansione evangelizzatrice, mansione alla quale è chiamata chiaramente indicata nello Statuto. Confratelli eletti e scelti che mettono a disposizione di tutti la loro vita e il loro tempo sottraendolo alle loro famiglie. Che poi questi facciano degli errori o no, ci può anche stare, sono umani e le personalità di ognuno di noi non sarà mai perfetta per alcuno. Ecco perché dobbiamo portare rispetto per chi ha lavorato, per chi lavora e per chi sarà chiamato a lavorare nel proseguimento ... “



C'è un “aspetto”, però, legato a tutto questo e che è importantissimo e che tante volte è quasi come anestetizzato, poco evidenziato per così dire: le offerte della Domenica delle Palme.
Il cuore di ogni festa, “Piccola” e “Grande”, il cuore di ogni azione di carità, è sempre quello dei confratelli e consorelle diviso fra la componente fondamentale della Fede e della devozione a Maria Addolorata e la componente delle “offerte” della Domenica delle Palme.
Questa seconda componente è altrettanto fondamentale perché, anche senza di essa, l'azione della Confraternita sarebbe come “spuntata” e quasi inerziale.
Quindi le offerte che i Confratelli fanno al cuore della Vergine Addolorata in San Domenico la “domenica” sono anch'esse importanti dando il senso del sacrificio a tutto e richiamando la Tradizione con la t maiuscolo al governo materiale delle cose.

Il Confratello crede, il Confratello si sacrifica, il Confratello vive la sua Fede credendo e sacrificandosi in un Pellegrinaggio che è Fede e sacrificio come in una partecipazione alla vita confraternale che è nello stesso modo Fede e sacrificio.

Per il bene di tutti ... in primis per il proprio ...

Dott. Ing. Raffaele Vecchi - Priore

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Relazione del Revisore Legale Indipendente
sul Bilancio Sociale


Al Consiglio di Amministrazione
della Confraternita S.S. Addolorata e San Domenico



Abbiamo svolto un esame approfondito - “limited assurance engagement” del Bilancio Sociale della Confraternita S.S. Addolorata e San Domenico per il quinquennio 2013 - 2018.

Responsabilità degli Amministratori per il Bilancio Sociale

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del Bilancio Sociale in conformità alle linee guida “G4 Sustainability Reporting Guidelines” e alle “NGO Sector Disclosures” definite rispettivamente nel 2013 e nel 2014 dal Global Reporting Initiative e per tutte le iniziative di controllo interno che essi ritengono necessarie al fine di consentire la redazione di un Bilancio Sociale che non contenga errori significativi, anche dovuti a frodi o comportamenti o eventi non intenzionali. Gli Amministratori sono altresì responsabili per la definizione degli obbiettivi della Confraternita in relazione alla performance di sostenibilità e alla rendicontazione dei risultati conseguiti, nonché per la identificazione dei soggetti interessati e degli aspetti significativi da rendicontare.

Responsabilità del Revisore Legale

E' nostra responsabilità la redazione della presente relazione sulla base delle procedure svolte. Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri dettati nel principio “International Standard on Assurance Engagements ISAE 3000”, emanato dall'International Auditing and Assurance Standards Board per gli incarichi che consistono in un esame limitato. Tale principio richiede il rispetto di principi etici applicabili, compresi quelli in materia di indipendenza, nonché la pianificazione e lo svolgimento del nostro lavoro al fine di acquisire una sicurezza limitata che il Bilancio Sociale non contenga errori significativi. Per le parti del presente bilancio che contengono informazioni di natura contabile, rilasciamo certificazione in base all'adozione delle verifiche ispirate dalle linee guida del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dell'Organismo Italiano di Contabilità - OIC.

Le procedure svolte sul Bilancio Sociale hanno compreso colloqui con i membri del Consiglio di Amministrazione ed i responsabili delle Opere di Carità in quanto agenti contabili per la destinazione loro fornita di fondi.

E' stata analizzata la documentazione contabile fornitaci, soggetta già a certificazione da parte di autonomo Collegio dei Revisori dei Conti, oltreché i ricalcoli e le procedure volte all'acquisizione di evidenze ritenute utili.

Tali procedure hanno riguardato il rispetto dei principi per la definizione del contenuto e della qualità del Bilancio Sociale, nei quali si articolano le linee guida sopra citate, e sono riepilogate di seguito:

  • comparazione tra i dati e le informazioni di carattere economico-finanziario riportati nel Bilancio Sociale e i dati e le informazioni inclusi nei Bilanci di Esercizio per il periodo 2013 - 2017; analisi tramite interviste, del sistema di governance e del processo di gestione dei temi connessi alle finalità della Organizzazione;

  • analisi del processo di definizione degli aspetti significativi rendiconti nel Bilancio Sociale, con riferimento alle modalità di identificazione in termini di loro priorità per le diverse categorie di soggetti interessati e alla validazione interna delle risultanze del processo;
  • analisi delle modalità di funzionamento dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione dei dati quantitativi inclusi nel Bilancio Sociale.

  • Abbiamo inoltre svolto:

  • interviste e discussioni con i membri del Consiglio di Amministrazione, i collaboratori e i volontari al fine di raccogliere informazioni circa il sistema informativo, contabile e di reporting in essere per la predisposizione del Bilancio Sociale, nonché circa i processi e le procedure di controllo interno che supportano la raccolta, l'aggregazione, l'elaborazione e la trasmissione dei dati e delle informazioni alla funzione responsabile della predisposizione del Bilancio Sociale;

  • analisi a campione della documentazione di supporto alla predisposizione del Bilancio Sociale, al fine di ottenere evidenza dei processi in atto della loro adeguatezza e del funzionamento del sistema di controllo interno per il corretto trattamento dei dati e delle informazioni in relazione agli obbiettivi descritti nel Bilancio Sociale;

  • analisi della conformità e della coerenza interna delle informazioni qualitative riportate nel Bilancio Sociale rispetto alle linee guida sopra citate;

  • analisi del processo di coinvolgimento dei soggetti interessati, con riferimento alle modalità utilizzate, mediante l'analisi dei verbali riassuntivi o dell'eventuale altra documentazione esistente circa gli aspetti salienti temersi dal confronto con gli stessi.

Il nostro esame ha comportato una estensione del lavoro inferiore a quello da svolgere per un esame completo secondo la direttiva ISAE 3000 per via della semplificazione gestionale propria in relazione alla tipologia di attività svolte.

Tanto premesso,
sulla base delle procedure di revisione attuate, si attesta che i contenuti del presente Bilancio Sociale corrispondono alle informazioni di natura economico finanziaria contenute nella documentazione propria del sodalizio oltreché alle informazioni fornite nel merito delle attività e delle opere realizzate nel corso del quinquennio 2013 - 2018.

Risultano altresì coerenti e corrette le procedure contabili osservate in relazione alla documentazione oggetto di revisione.

Si rilascia per certificazione.

Francesco Andrea Falcone Consulting Firm

Francesco Andrea Falcone
Dottore Commercialista - Revisore Legale


Taranto 25 maggio 2018